ArteKjara

Colla di coniglio

Gent. Sig. Bruno

Le scrivo per chiedere una volta per tutte e per farmi un po di chiarezza in merito alla preparazione più semplice ed efficace della colla di coniglio sia per la preparazione della tela grezza sia per la tavola di legno o masonite. Ho letto anche della cementite come finale dell'imprimitura. Tuttavia ho un po di confusione circa la ricetta,certi libri non sono chiarissimi...

Mi piacerebbe sapere la dose di colla ,di acqua,di gesso. se certi ingredienti si possono trovare da castorama e sotto che nome se ne ha avuto esperienza per l'acquisto.

Inoltre ,se possibile sapere quale procedimento posso usare per incollare la tela di lino su tavole tipo 40 x 50 ,in particolare come va incollata specie i bordini posteriori. Vorrei finalmente tentare di farlo. Che contenitori usa ,quelli tipo da cucina e che fornellino,va bene a gas o elettrico? se mi può dare le dritte per un primo approccio mi fa una grande cortesia. Fin ora ho dipinto su masonite trattata a cementite,non mi basta più. Ho usato le tele in commercio,quelle "pintura" per intenderci,è possibile migliorarle? Grazie tante per ora.

Alex



In ordine:
La colla di coniglio (o anche colla di pelle) migliore è quella macinata in grani (tipo zucchero di canna- ha anche lo stesso colore) perché si può dosare meglio. Se non la trova macinata può usare quella in grani grossi e regolarsi. la colla si prepara così (dal mio manuale della pittura a tempera che puoi scaricare da diversi siti) La colla di coniglio e quella di bue per adoperarle devono essere prima poste a bagno in acqua per una notte. La proporzione generale è di una parte di colla per sette di acqua (un bicchierino di colla per sette di acqua); per preparare una piccola superficie potete usare la seguente proporzione: tre cucchiaini di colla in un bicchiere e mezzo di acqua. Questa proporzione va bene sia per lo strato di colla preparatorio, usato come isolante, che per quello dell'imprimitura con il gesso. La colla, il giorno dopo averla messa a bagno, si sarà gonfiata. Prendetela e mettetela in un recipiente metallico o di ceramica posto a bagnomaria in una pentola con acqua, a fuoco dolce. Mescolate bene e vedrete che si scioglierà totalmente in pochi minuti, trasformandosi un liquido color nocciola. Si dà una mano di questa colla molto calda (ma non deve bollire), sulle due facce della tavola (per la preparazione delle tavole). Una volta ben asciugata si da una scartavetrata alla superficie, quindi si può passare la prima mano di gesso e colla. Per le tele si dà una mano sulla tela grezza e la si fa asciugare. Il giorno dopo si dà una leggera passata di carta vetrata fine e si rifà la colla a bagnomaria nelle stesse proporzioni indicate prima. Quando la colla è pronta si versa (ad esempio per un 40x50) un bicchiere di colla calda mescolandolo con un bicchiere di calce spenta oppure di gesso di Bologna o detto da doratore. Si mescola bene per levare tutti i grumi possibili e si passa sulla tela o sulla tavola che sia (per le tavole è meglio la colla di bue - più rigida - detta cervione sempre nelle stesse proporzioni). Dopo asciugata la tela va scartavetrata con carta vetrata fine e poi resa meno assorbente con una o due mani di cementite allungata con acquaragia, oppure passando del latte (dopo aver fatto però prima il disegno (perché sulla superficie trattata con latte la matita non segna) oppure con fissatore acrilico allungato con acqua.

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