Un quadro a Olio và posto sotto la protezione di un vetro quando incorniciato, o no?
Secondo me i quadri ad olio non dovrebbero essere messi sotto vetro, perchè il vetro nasconde la bellezza dei colori, la loro brillantezza... Quando il quadro viene dipinto con una pittura "grassa" ovvero ricca di olio e vernice, le pennellate sono corpose e vibranti, è un peccato, a mio giudizio, mettere un vetro davanti.
Il vetro è una superficie non perfettamente riflettente, la luce che colpisce la superficie in parte viene riflessa, in parte viene assorbita, e poichè la luce è la fusione dello spettro dei colori visibili, ne consegue che alcuni colori passano attraverso il vetro ed altri no. In questo modo la superficie del quadro non è colpita dalla luce pura, ma da una selezione dei colori che la compongono, e tale selezione è stata operata dal vetro. Così i colori della pittura vengono falsati, sporcati da questa luce alterata che attraversa il vetro.
Esistono, è vero, vetri *antiriflesso*, che hanno il vantaggio di eliminare i riflessi ovviamente, ma che comunque sono, secondo me, un qualcosa che si frappone tra l'occhio ed i colori puri del quadro, e quindi "inquina" i toni. Lo consiglio per incorniciare lavori a punto croce o fotografie. Non per dipinti ad olio: la pittura ad olio deve interagire con l'atmosfera liberamente, anche se questo la deteriora.
Molte volte vi sarà capitato di vedere nei musei opere di grandi maestri protette dietro un vetro. In questi casi la scelta è stata motivata da necessità di sicurezza: c'è sempre gente ignorante e malvagia che si diverte a danneggiare opere di valore. Oppure alcune opere sono strutturalmente delicate, e necessitano di una protezione dall'ambiente esterno. Questi sono motivi abbastanza convincenti...
Il rovescio della medaglia è che con il passare del tempo la polvere, il fumo si depositano sulla
superficie dipinta spegnendo i colori. Questo è quello che è accaduto agli affreschi della
Cappella Sistina. Ora gli affreschi sono stati restaurati e ripuliti e risplendono dei vivaci colori che
prima erano nascosti sotto la patina del tempo.
E qui si apre un dibattito assai controverso sulla competenza dei restauratori.
Un'opera d'arte è tale in quanto fusione del lavoro di una persona e dei segni del tempo, quindi nell'aspetto e nella forma in cui ci arriva, oppure i segni del tempo sono un velo che ci nasconde progressivamente il lavoro dell'artista?
E di conseguenza il restauratore deve cercare di preservare l'opera così com'è o piuttosto deve
cercare di riportarla allo stato originale?
Molto difficile rispondere, vero?
Non voglio una risposta definitiva ed univoca, perchè ciascuno pensa a modo suo, e su un argomento "sentimentale" e soggettivo come questo, possiamo dire tutto ed il contrario di tutto, senza che nessuno abbia del tutto ragione. Comunque penso che sia necessario distinguere tra un'estetica che è intrinseca all'opera d'arte stessa ed alla sua realizzazione, e una estetica per così dire conseguenziale al trascorrere del tempo, che può avere il suo fascino ma è fondamentalmente qualcosa di sovrapposto ai valori originari dell'opera.
L'opera d'arte non ha valore in quanto è "storica" ma in quanto " valida di per sè", nei concetti e valori che esprime e nei suoi metodi di realizzazione.
Il tempo è solo una quantità e dunque non può conferire qualità a ciò che non ne ha: una crosta del Seicento è pur sempre una crosta (più difficile però trovarne... :-).
Pensiamo ad esempio al restauro della Cappella Sistina: gli affreschi che il tempo aveva ritoccato con una patina di fumo, avevano un loro fascino suggestivo così come li potevamo vedere prima del restauro, quei corpi sospesi nel giudizio avevano perso in parte la loro natura corporea e carnale e sembravano davvero fantasmi, anime....
Ora grazie al restauro possiamo vedere l'affresco così come l'aveva dipinto Michelangelo, e quindi con gli effetti, i valori ed il messaggio originali. I colori sono molto più vivaci, e tutta quella umanità è più reale e corporea.
Non so dire quale delle due versioni sia più bella.
A volte il tempo porta un valore *aggiunto* ad una cosa già bella. Così come se da giovani
già siamo intelligenti ed acuti, invecchiando diventiamo più saggi (si spera).. Ma scrivendo
aggiunto specifico che è un valore "altro" da quello originale dell'opera. Un po' come un cappello su
una bella testa... se togli il cappello la testa sotto sempre bella è.
Detto questo, bisogna però ricordare che un'opera d'arte non è un semplice oggetto astratto, ma è "incarnata" nella materia, proprio come noi, e come noi ha una sua vita, e subisce inevitabilmente gli effetti del tempo e si degrada necessariamente.
Il restauro dovrebbe quindi cercare di restituire il più possibile l'aspetto originario dell'opera, senza cadere da un lato in un eccesso di zelo, ovvero nell'errore di voler interpretare l'opera anzichè ripulirla, inserendo elementi estranei all'originale solo per farla apparire più autentica, e dall'altro senza sognare l'impossibile: l'aspetto originale delle opere è spesso irrimediabilmente alterato.
Ad ogni modo, per quanto riguarda la manutenzione dei quadri che tenete in casa, il mio consiglio è di non incorniciarli con un vetro davanti, e periodicamente portarli a ripulire da un restauratore di fiducia.