Lo scopo della imprimitura era di rendere il supporto più resistente agli attacchi degli agenti atmosferici. Lo scopo della Base (in linguaggio colto *Proplasma*) è di dare un colore di fondo al supporto affinchè i colori con cui rappresentate la vostra composizione risaltino meglio e non scompaiano "bevuti" dalla tela e non lascino trasparire il colore dell'imprimitura. La base è quindi una *campitura* preparata per ridipingerci sopra progressivamente.
Una volta si usavano i colori ad olio direttamente per preparare il fondo, ma come al solito, può essere frustrante aspettare che la mano di colore asciughi, mentre voi in testa state già pensando ad un bellissimo cielo luminoso... o avete il disegno preparatorio con la composizione già fatta... e non potete procedere. Adesso disponiamo di trucchi e scorciatoie che una volta non c'erano, e che ci permettono di accorciare questi tempi di attesa infruttuosi.
Abbiamo visto che il colore acrilico è veloce ad asciugare. Usiamolo per preparare i fondi! Non importa che non abbia il calore dei colori ad olio, perchè tanto lo usiamo in questa fase con l'intento di ridipingerci sopra. L'acrilico una volta asciutto è un ottimo aggrappante per i colori ad olio, e vi permette di risparmiare tempo e colore nella fase di preparazione del colore del fondo, così il pennello scorrerà facilmente.
Una volta che abbiamo fatto il disegno decidiamo le zone di colore. Per esempio, supponiamo di aver diviso le aree di colore in cielo e terra, potremmo dare il colore uniforme verde per il prato ed azzurro per il cielo con l'acrilico, in modo da portare avanti il lavoro, e poi dettaglieremo le sfumature del cielo e della terra e tutti i particolari con i colori ad olio. E analogamente potremmo procedere con un viso.
Ho scritto "potremmo" perchè questa fase si può ancora perfezionare stendendo i colori più adatti a far risaltare quelli sovrapposti.
Dallo studio delle opere incompiute e delle bozze dei maestri scopriamo che i bellissimi verdi dei dipinti rinascimentali erano preparati a nero d'avorio, perchè il verde sul nero acquista il massimo risalto. Ed analogamente i mantelli blu delle vergini erano preparati con una specie di bruno, come si otterrebbe mescolando terra d'ombra bruciata con un po' di ocra gialla. Anche i volti non erano preparati con il color carne, ma con dei blu o dei verdi.
La logica dei colori sotto in funzione dei sopra non è una teoria vera e propria. In linea generale il principio è di mettere il colore complementare come sfondo di quello che si vuole far risaltare (ad esempio il rosso sotto il verde, l'arancione sotto il blu...) ma come in altri campi la pratica si dimostra superiore alla teoria: non si ricerca il massimo risalto in senso astratto, ma il risalto che si richiede alla cosa dipinta. Il verde sul rosso risalterebbe si, ma sembrerebbe innaturale e così per altre coppie. Sicchè questa teoria deriva dallo studio delle opere antiche e dall'esperienza.
Un altro modo per ottenere il contrasto ricercato è dato dalla contrapposizione colori caldi/colori freddi.
I celebri paesaggisti olandesi come i Ruysdael ottenevano cieli luminosissimi realizzando lo sfondo con dei grigi azzurrini fatti con blu cobalto, poco nero e bianco, poi una volta secco lo velavano con un blu oltremare puro, molto diluito.
Ovviamente la scelta dei colori sotto in funzione dei sopra è di difficile formalizzazione perchè, essendo frutto dell'esperienza, ogni esempio è un caso a sè. Sicchè tutti questi accorgimenti dipendono sempre dal contesto specifico, cioè dal risultato che ci si prefigge, dallo stile adottato, dalle qualità del soggetto, etc.
Inoltre in passato questi "segreti" erano trasmessi solo all'interno delle botteghe (cioè solo agli allievi) ed erano gelosamente custoditi. Oggi è importante, al contrario, che siano conosciuti e diffusi.
Perciò posso soltanto riportavi le esperienze di alcuni di voi, e spero che permettano poi ad ognuno di progredire da solo secondo la sua capacità ed esperienza.
Le scelte tecniche possibili in merito all'incarnato sono varie; studiando le opere dei maestri però
vediamo che quasi sempre essi hanno risolto il tutto usando al massimo due-tre colori per le velature date su una
base (proplasma) opportunamente precalcolata.
Per il proplasma ci sono alcune varianti possibili:
1. Sul bianco/nero
2. Su un tono "carne" più chiaro del definitivo
3. Sui giallini
Su questa base vengono poi applicati i rosati, i bruni o rinforzi grigi delle ombre, etc. Gli incarnati più belli si ottengono, con la base bianco/nero, e per i rosati solo bianco+una punta di rosso ossido (tipo ad es. rosso indiano, terra di siena bruciata etc.). Anche i giallini possono andar bene ma è più arduo dosare le tinte da sovrapporre in seguito. Con il sistema 2., i rosa sul tono carne non risaltano e spesso si tende ad "impastare" di più , cioè ad usare meno velature e a fare un lavoro più "sordo". Tutta la pittura ottocentesca è più o meno, salvo eccezioni (Ingres ad es.), basata su questo sistema.